31 marzo 2008

Insight

Nella foto: Andrea che esulta per il nuovo riff trovato esibendosi nella celebre scivolata di potenza.

C'è poco da fare.
Come una diga che cede, come una nube che esplode [cit.], come un flusso inarrestabile che trova la via del mare, come un acquazzone che parte all'improvviso ma anche come quando si toglie il limone che tappava la diarrea, non si riesce a terminare l'arrangiamento dei brani già scritti che subito, inattesi, sgorgano in continuazione nuovi riff e nuove idee che, nel giro di due prove, diventano nuove canzoni bell'e pronte.
E il livello aumenta o, perlomeno, ci divertiamo sempre di più a suonarle.

L'ultima, ad esempio, che prenderà il titolo dal nome del gruppo, è una canzone rock diretta, scritta per i live, senza fronzoli, quasi grezza, facile da memorizzare e da cantare a squarciagola (spero).

E con questa siamo circa a 8, senza contare le idee buttate lì, a decantare nel taccuino, a germogliare in testa o a riposare nel registratore.
Olè.

PS: nuove fotine su flickr.

20 marzo 2008

Decisamente un felice stato di grazia


Ok, ci sono errori, stecche un testo inventato e cagate però rende l'idea.

Popolo del Rock, amici, conoscenti, simpatizzanti, i Rocken Factory stanno trascorrendo le serate di prove in un felice stato di grazia nel quale ogni singola nota accende nelle nostre lampadine mentali qualcosa!

I riff di Andrea, sia quelli portati da casa che quelli nati lì per lì, diventano giri sui quali Lemi si instaura con la linea melodica e che Walter unisce con sapiente esperienza per farli diventare pezzi che spaccano. E passare le ore a vedere le canzoni che si costruiscono, che si formano, che prendono vita è qualcosa di meraviglioso, ve l'assicuro.
A questo punto siamo a circa 8 brani di cui circa 5-6 con una loro struttura definitiva e un paio da completare. I testi non ci sono ancora, eccetto uno di cui se n'è occupato un...diciamo...collaboratore, al momento, esterno. Ma al riguardo non diciamo oltre.

Abbiamo parecchia carne al fuoco, brani che strizzano l'occhio agli Uriah Heep, altri ai Deep Purple, altri ancora al rock sudista anni '70 e persino un pezzo strumentale di rock-progressive che, se Steve Harris non prendesse il primo aereo per venir qui a distruggermi il basso, potrei dire che vuol porsi sulla scia di Phantom Of The Opera. E chi non conosce questo brano degli Iron Maiden faccia ammenda e si documenti.

E la cosa che alletta o, a seconda dei punti di vista, spaventa è che di materiale da tirar fuori ce n'è ancora parecchio.
AAAAAAaaaaaah, come godo.

Keep on Rockin', guys!